Cùdula (9,5 km)

la solitaria cappella della Cùdula volta verso il Santuario è dedicata a S. Giorgio, santo guerriero e cavaliere, dipinto da Giuseppe Mozzoni nel 1948 su un precedente affresco con Madonna. “una scritta fa risalire questo sacello al 1887, ma le strutture sono di epoca antecedente. […] da qui lo sguardo è libero di correre lontano o di spaziare sui borghi sottostanti.”

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questa cappella è in una posizione di grande impatto emotivo per me.
e non è una questione di religione. è uno stato d’animo interiore.
si trova ad un crocevia di stradine che salgono e che scendono. la si incontra in compagnia di un grande albero e attorno ci sono vigneti e alberi, e là, all’orizzonte, si possono scorgere perfino gli Appennini. da restare a bocca aperta!
è un po’ segnata dal tempo, dall’incuria e dai vandalismi, ma resiste, come custode implacabile delle terre circostanti.

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questo luogo è perfetto per un momento di solitudine, di raccoglimento, per gioire o soffrire. solo guardandosi attorno si percepisce pace e armonia. molti altri luoghi hanno questo effetto, che per di più è molto soggettivo. ed è questa la bellezza, la soggettività umana, la capacità umana di percepire la stessa cosa in modo diverso, l’intelligenza umana di trovare risposte divergenti per la stessa domanda, la ricchezza umana di essere assolutamente unici e per questo preziosi.

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nel nostro personale cammino, alla ricerca di noi stessi, spesso tendiamo a cercare le risposte fuori, spesso da fuori ci arrivano veri stimoli e ispirazioni, ma infine, quando dobbiamo arrivare davvero a noi stessi, non c’è risposta migliore se non quella che vediamo e sentiamo dentro. a volte ci arriva come un’illuminazione improvvisa, a volte sopraggiunge dopo molto lavoro interiore.
quando il bruco si trasforma in farfalla, il cambiamento è in atto e Alice quando si risveglia e ritrova i suoi punti di rifermento è comunque più matura e cosciente.

un giorno , un amico vede il Mullah inginocchiato per la via e intento a cercare qualcosa. si avvicina e gli chiede: “Mullah, che cosa cerchi?”
e il Mullah risponde: “ho perduto la chiave”.
“oh, Mullah, che peccato. ti aiuterò a cercarla.” l’amico si inginocchia e chiede: “Mullah, dove l’hai persa?”
e il Mullah risponde: “l’ho persa in casa”.
“allora perché la cerchi qui fuori?”
e il Mullah: “perché qui c’è più luce”.

thanks marco

 

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