Valpiana (10,3 km)

i primi giorni d’autunno ci hanno regalato ancora un po’ di calore. così una mattina, io e la mia famiglia, abbiamo fatto una passeggiata a due passi da casa.

andare in giro con i bambini è un lavoro: prima bisogna pensare di portare via tutto ciò che può servire, vitto e alloggio sempre a portata di mano (quante mamme mi dicono che hanno sempre almeno acqua e cracker in borsa??) e cambi di vestiti e fazzoletti e pannolini e giochi e chi più ne ha più ne metta; poi avere un’idea abbastanza concreta sui tempi, quanto far durare il viaggio (in base a che ora hanno mangiato, hanno dormito, hanno fatto la cacca…), quanto stare via, a che ora tornare; e infine provare a cercare il modo per creare interesse per quello che si andrà a fare o vedere…
condiamo il tutto con litigi fraterni su chi sale in macchina per primo, chi sta vicino al finestrino, su che canzoni ascoltare, su chi può o non può parlare; lamentele varie con argomentazioni più o meno valide; richieste continue… e questa è solo la partenza.
ovviamente, se fossi un genitore ordinato ed organizzato e pacato, riuscirei a compiere il tutto nei modi più idonei e nei tempi più brevi possibili, e riuscirei a far stare sereni tutti e poi partirei anche con il sorriso. ma per mia (e per vostra!) fortuna, io sono felicemente imperfetta.

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tolto l’impegno organizzativo, andare in giro con i bambini è divertentissimo! è una meraviglia! è fonte di crescita e scoperta continua! andare in giro con i bambini mi fa cambiare prospettiva, mi obbliga ad aprire la mente e lo sguardo. non rinuncerei mai a fare un viaggio con i miei figli! imparo molto da loro.
i bambini fanno scoperte sensazionali continue, vedono ovunque cose meravigliose.
mi ricorderò sempre la prima volta che abbiamo portato nostra figlia allo zoo. aveva meno di un anno e mezzo. io era intenta a mostrarle animali visti solo nei libri, elefanti enormi, giraffe altissime, leoni feroci, simpatiche scimmiette, coccodrilli, foche, orsi… cercavo di creare interesse e dicevo “guarda di qui!” e “guarda quello!” e “vieni a vedere!”… niente. lei ha seguito per tutto il giorno un passerotto che svolazzava qua e là in cerca di briciole. che grande momento di crescita per me. (ma ci sono arrivata dopo)

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“non risposi nulla. in quel momento pensavo: “se questo bullone non si allenta, lo faccio saltare con una martellata”. il piccolo principe interruppe di nuovo le mie riflessioni: ” e tu credi che i fiori…”. “ma no! ma no! non credo un bel niente! ho detto la prima cosa che capitava. ho faccende ben più serie a cui pensare, io!”
mi guardò stupefatto.
“faccende ben più serie!”
mi vedeva con il martello in mano, le dita nere di grasso, alle prese con un oggetto che a lui sembrava molto brutto.
“parli come gli adulti!”
provai un po’ di vergogna. ma lui, implacabile, aggiunse: “confondi tutto… mescoli tutto!”.
era davvero molto irritato. scuoteva al vento i capelli dorati: “conosco un pianeta dove c’è un signore con la faccia paonazza. non ha mai annusato un fiore. non ha mai guardato una stella. non ha mai amato nessuno. non ha mai fatto altro che addizioni. e tutto il giorno ripete come te: “sono un uomo serio! sono un uomo serio!” e questo lo riempie di orgoglio. ma non è un uomo, è un fungo!”.

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