Gnocchi!

a carnevale c’era un rito che a casa mia si compiva (e quest’anno non è stato da meno), e non c’era motivo valido per cui si potesse saltare: la preparazione degli gnocchi!
la brigata era così composta: la mamma era executive chef, il papà executive sous chef, i bambini e la nonna, se c’era, facevano i commis.

il carnevale non era una festa particolarmente amata dai miei genitori, e di conseguenza non lo è stata nemmeno per me: forse perché non avevo mai abiti di carnevale alla moda o principeschi o fatati… forse perché non avevo abbastanza fantasia o coraggio per inventarmi vestiti che mi piacessero veramente… forse perché non mi divertivo come credevo dovessi fare, me ne stavo al di fuori, nella mia non-partecipazione e nel mio non-coinvolgimento, per ignoranza o incapacità o paura… ma nonostante questo, riuscivamo con poco a creare un clima di allegria e di festa. un piatto di gnocchi  e il profumo goloso delle frittelle, ricordavano la festività, e da qui facevano presto a scattare l’allegria e la gioia, anche perché eravamo sempre in tanti… tanti individui, tanti cervelli, tanti cuori…

secondo me le persone creano bellezza quando c’è l’incontro delle anime che si scoprono reciprocamente e sentono di poter dare un contributo l’uno all’altro arricchendolo e formando così una bellezza unica e irripetibile. e da questo presupposto possono crearsi i riti, che non sono per forza universali o riconosciuti su larga scala, ma sono accolti e accettati e partecipati anche solo nel piccolo nucleo, e ci fanno sentire parte di una squadra forte e indistruttibile, parte di una storia che seppure personale si intreccia con altre e ne crea di nuove. e la meraviglia è infinita!

se quando abitavo coi miei genitori, le commis di questo piatto prelibato, con ricetta segretissima della mamma, eravamo io e le mie sorelle, oggi tocca ai miei figli continuare la tradizione di famiglia.
a quei tempi, alle parole pronunciate da mia mamma “bambine! oggi si fanno gli gnocchi!!” seguiva un “uffaaaa!”, “nooooo!”, “perchèèèèè?”  ma poi ci divertivamo sempre, perlomeno io mi divertivo, a farli e a riempirmi la pancia con quelli ancora crudi che erano venuti male (e ogni scusa era buona per decretare la non buona riuscita estetica e infilarsene uno in bocca!). mi divertivo perché era un lavoro di squadra. e, venivano come venivano, alla fine eravamo tutti soddisfatti e con la pancia piena!

le abitudini o le routine o gli appuntamenti famigliari sono ricordi che rimangono a lungo, anche se poi non vengono più rispettati si fa fatica a dimenticarsene. quando però si prova a mantenerli anche in nuclei nuovi o diversi, spesso si fallisce perché cambiano le componenti umane (le più importanti!), e così cambia l’approccio e cambiano le connessioni e le vibrazioni. mantenere un rito è mantenere un legame, come un suono invisibile che è iniziato un giorno e ancora sta continuando, serve a mantenere un ricordo, una sorta di memoria continua. ma per mantenere un rito bisogna crederci davvero, profondamente, altrimenti penso che sia meglio inventare uno nuovo.

per quanto mi riguarda, finché c’è la nonna, l’appuntamento con gli gnocchi non me lo voglio perdere. e questa volta, come dicevo, li hanno fatti i miei figli…

Collage_Fotor00

buon carnevale!

IMG_4222_Fotor6

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...