Valle di Sarezzo (15,7 km)

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ero venuta qui a natale, a vedere il presepe vivente, ed ero curiosa di scoprire come fosse questo luogo senza presepe, senza natale, senza odori dicembrini, senza bue e asinello, senza folla di persone. volevo cogliere i respiri della natura di questo luogo in un momento “neutro” dove la profonda anima, essenza, si poteva rivelare in tutta la sua verità.
credevo di trovare un luogo libero, liberato, ma la realtà è stata un po’ beffarda, perché ho visto che qui nelle domeniche soleggianti c’è un’ invasione di macchine e persone che spensierate e incuranti del cartello fanno picnic  e allegramente passano la giornata.
eccezionalmente però, ciò che più mi aveva colpita quando ero stata qui la prima volta era intatta, sgombera, pulita, senza segni indelebili di violazione: la grotta della sacra famiglia. ad un certo punto, tra le casette allestite e addobbate, in questa lieve altura, tra erba e alberi e sassi e ponticelli e rivoli d’acqua, c’è una spaccatura nella roccia, dove appunto per l’occasione alloggiava la famiglia di Gesù, con tanto di coro di bambini-angioletti. ed è davvero sorprendente!
probabilmente per speleologi e geologi non è un luogo di interesse così elevato, ma per me, che ignoro molto della scientificità della terra, ma mi meraviglio di fronte ad essa, è uno spettacolo! intimo, buio, a tratti morbido e a tratti rigido, a tratti levigato e a tratti  appuntito, un po’ bagnato e un po’ asciutto, caldo, stranamente caldo. piacevolmente.

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mi piace osservare e ascoltare, soprattutto i dettagli, le stonature, le sbavature, le stranezze, le differenze, gli accenti, le interruzioni. sentire la temperatura delle parole, il modo in cui vengono pronunciate, la gestualità che segue la voce (o che la precede). a volte mi piace accorgermi dei particolari, soffermarmi sui cambiamenti, sugli umori e allo stesso tempo, altre volte mi piace non far caso a nulla. ma quando c’è da commuoversi (qualità o pecca), sono sempre in prima fila.
un giorno ho sentito una frase che mi ha mosso felicità immediata: qualcuno diceva che i difetti mettono in evidenza la bellezza… e da qui mi piace partire ogni mattina, ogni volta che apro gli occhi e inizia una giornata, voglio che sia con questa consapevolezza. ciò che ci contraddistingue, che si mancanza o eccesso, che sia buio o luce, che possa essere considerato pregio o difetto, è la nostra unicità, ciò che ci fa belli e veri.
i difetti elevano la bellezza!

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Un pensiero riguardo “Valle di Sarezzo (15,7 km)

  1. È vero.Il difetto fa parte della nostra unicità e chi si ferma davanti al difetto cerca un alibi per non fare la fatica di vedere la bellezza che può anche non essere né scontata né plateale. Guarda caso è per me la bellezza più bella.

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