Valle del tasso (38 km – a volte la felicità degli altri ci fa male)

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è successo ancora. ho imparato.
a volte la felicità degli altri ci fa male. vediamo cose che vorremmo avere, scorgiamo situazioni in cui vorremmo essere, guardiamo realtà che vorremmo ci appartenessero, percepiamo emozioni che vorremmo ci venissero regalate, bramiamo sogni di altri, illudendoci che diventino nostri. seppelliamo in altri le colpe dei nostri fallimenti, della nostra infelicità, sentendoci meglio apparentemente. e poi cadiamo (per fortuna!). e sbattiamo il naso e ci facciamo male. e da lì inizia la risalita.
i latini dicevano “homo faber fortunae suae” (trad. “l’uomo è artefice della propria sorte”). la mia felicità dipende solo da me.
alcune persone ci sfiorano la vita, altre la penetrano nell’intimo, e sia le une sia le altre lasciano dei segni, più o meno visibili, che ci modificano, ci migliorano, ci rassicurano, ci sconvolgono. per quanto sia lungo o intenso il percorso condiviso, non dobbiamo cadere nell’inganno che la nostra felicità dipenda dagli altri.
dipende da quanto siamo disposti noi a dare, da quanto vogliamo lasciarci coinvolgere, da quanto siamo capaci di scommettere, ma soprattutto da quanto rimaniamo fedeli a noi stessi e da quanto lasciamo liberi gli altri di fare altrettanto. a volte crediamo che la felicità sia nascosta da qualche parte e che dobbiamo rincorrerla. crediamo che serva ricreare momenti felici per provare ancora le stesse sensazioni. ma la felicità è qui, c’è sempre, a portata di mano, con noi. semplicemente a volte non ce ne rendiamo conto.

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personalmente credo che la solitudine faccia bene, in molti momenti della vita. affacciarsi a se stessi e ritrovarsi o riscoprirsi. allontanarsi per avere una visione più nitida. abbandonarsi e respirare. riprendere in mano la propria vita, con maggiore consapevolezza e lucidità.

ed eccomi qui. alla valle del tasso. il nome suppongo significhi che c’è la presenza di tassi, ma io non ne ho visti. ho visto opere d’arte di artisti locali, ho visto lavori di scolaresche del luogo, ho visto terra acqua aria, ho sentito odori e profumi, ho sentito sulla pelle luce e ombra. e ho sentito me stessa.

“abbandona quello che stai facendo. siediti. riposa. raddrizza la schiena. rilassa lo sguardo. osserva l’orizzonte senza concentrarti su nulla in particolare. scruta l’infinito con sguardo mite. sei parte dell’Universo, figlio del Cielo, della Terra e del Tempo. fratello del Sole e della Luna. la tua vita è legata a tutto quello che vedi. ne fai parte. hai tutto per essere felice, quindi non cercare oltre. dai ascolto al tuo cuore, sentine i battiti. respira, ascolta. alzati e respira nuovamente. il tuo sorriso illuminerà il Cammino…”

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