Forte Gisella (4 km)

sono nata e cresciuta nella notissima città di Verona, conosciuta in gran parte del mondo per la sua storia, l’architettura, l’arte, la letteratura e l’amore. città viva dal punto di vista culturale e sociale, meta di turismo in ogni stagione, ricca di eventi e manifestazioni, aperta, multietnica, visitata in lungo e in largo da persone di ogni ceto sociale, studiata da sempre… e piena di veronesi, persone simpatiche e con una buona dose di pazzia!
anche qui però ci sono luoghi che non hanno secondo me l’attenzione che in realtà meriterebbero, per il valore storico, artistico, sociale, naturalistico o semplicemente perché ci sono, e fanno parte del territorio, e se nessuno se ne prende cura, scompaiono prima simbolicamente, agli occhi e al cuore delle persone, poi fisicamente, decadendo in silenzio.

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qualche tempo fa mi hanno parlato di questo forte, di costruzione asburgica, dedicato all’arciduchessa Gisella d’asburgo-lorena, entrato in funzione nel 1862 e utilizzato durante la III guerra d’indipendenza (1866) e l’unità d’Italia, e poi dall’esercito italiano ininterrottamente fino ai primi anni ‘70, prima come polveriera e poi come deposito logistico. mi hanno detto che è bellissimo e dimenticato.
dalla fine degli anni ottanta per molti anni un’associazione se n’è presa cura, mantenendolo in un buono stato di conservazione e facendolo vivere grazie ad eventi culturali e sportivi aperti a tutti, finché anche questa associazione non è stata più in grado di occuparsene ed è tornato tristemente in uno stato di abbandono. ho letto proprio in questi giorni che si sta riprendendo interesse per questo luogo… staremo a vedere. io comunque non lo conoscevo e sono voluta andare a toccare con mano.
il forte l’ho trovato chiuso. non so se sia per preservarne le strutture interne o per disinteresse, ma da fuori si ha l’impressione di avere di fronte una struttura veramente complessa di opere in muratura e in terra, con prevalenza di queste ultime che compongono l’elemento protettivo esterno che, unito alla sovrastante vegetazione, mimetizzava il resto delle opere. mi sembra ancora in buono stato e mi dispiace un po’ non poterlo ammirare interamente.

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a Verona sono presenti moltissimi forti, costruiti secondo i piani di Vienna a partire dal 1849, per farla diventare una perfetta piazza deposito per l’armata imperiale. con queste opere, le ultime delle quali terminate nel 1866, Verona venne ad assumere la funzione di piazzaforte di manovra e di deposito principale del quadrilatero, una delle più agguerrite regioni fortificate d’europa.
il forte Gisella (ribattezzato, forte Dossobuono), è escluso dalle visite turistiche. forse perché leggermente fuori dal centro città, ma chissà perché se alle persone basta pochissimo per sentirsi “importanti”, uno sguardo attento, un sorriso vero, una parola delicata, un gesto inaspettato… ai luoghi serve un po’ di impegno e pazienza e devozione in più per risplendere.
anche i luoghi hanno una anima e un cuore, e funzionano solo se strettamente connessi a quelli delle persone, le quali, capaci di ricchezza e bellezza infinite, hanno il potere di far risplendere il mondo di meraviglia!

è ora di imparare a vedere, sapete, non ci vuole molto.
basta che abbassiate gli occhi e diciate :”sì” oppure “che bel vestitino”.
la piccola sally indosserà quel vestito tutti i giorni per il resto dell’anno,
perché voi l’avete visto.

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