Sisters

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a volte mi guardo allo specchio e mi sorprendo sempre dei cambiamenti della mia faccia, spesso stanca, a volte luminosa, qualche volta assente, alle volte trasparente, talvolta ridente…
e quando mi capita di guardarmi la pelle che rimane scoperta in alcuni periodi dell’anno… mani, braccia, gambe, piedi… le mie mani mi parlano, le rughe mi accompagnano e mi fanno venire in mente – immediatamente – il ricordo dell’immagine delle mani di mia mamma, a come glie le ho sempre viste: grandi, dure, poco femminili, aperte. a quanto si somigliano, le mie e le sue, sempre più.
io e lei abbiamo trent’anni di differenza e fisicamente io non l’ho mai vista “vecchia”, a differenza delle mie figlie che già da tempo mi dicono carinamente che sono “vecchia, brutta e cattiva”. lei è sempre stata bella per me.
nella mia pelle che invecchia, con naturalezza, che perde elasticità e tonicità e che si colora di tonalità nuove, io rinnovo il legame con mia mamma e con la mia personale storia e uno sguardo sereno e positivo verso i miei figli e il futuro, e, in fondo, un senso a tutto.

e soprattutto, guardando le mie mani, mi ricordo del laccio fraterno, unico e indissolubile, che ho con le mie fantastiche e diverse e lontane e difettose e meravigliose sorelle! a quanto siamo distanti e a quanta fatica ci sia nell’avvicinarci l’una all’altra. ma allo stesso tempo, quanta naturalezza avverto quando ci riusciamo. quando semplicemente in un abbraccio o in una parola, ritroviamo quell’istinto ingenuo e innocente che ci accomuna (volenti o nolenti) fin da quando eravamo bambine, quando litigavamo senza rancori, quando sapevamo di esserci anche se non volevamo.
noi tre non siamo mai state sorelle amorevoli o affettuose o premurose le une con le altre, eravamo poco interessate alle vite delle altre, poco aperte, anche, tra di noi. stessi principi, stessa educazione, strade simili… ma un’incapacità di fondo di specchiarci tra di noi… e questo mi ha fatto rattristare in vari momenti della mia vita, per poi scoprire – di nuovo- che il cambiamento deve partire da me. che se lo voglio mi devo impegnare, con fatica o semplicità, partendo dal principio o dalla fine, arrivandoci da sotto oppure da sopra, facendo la mia parte.
e oggi, dopo molti anni di allontanamento, le ritrovo. e capisco che il legame che avevamo prima non è paragonabile per attenzione e intensità a quello più faticoso ma migliore che c’è oggi. e ciò che credevo spezzato da tempo, in realtà, è più forte e ricco di prima.

so che qualcosa c’è e che insieme lo vedremo spuntare.

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thanks sisters!

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