Freya Madeleine Stark

in questo ultimo periodo sono stata risucchiata dalla vita… e posso dire che non è stato un “rapimento” nell’accezione romantica del termine… è stato un vero e proprio vortice che mi ha portato via energie, tempo, forze, volontà… sono stata male e ammalata più volte, senza potermi fermare. tranne per un’ora. in cui mi sono concessa di accendere la televisione, strumento abbastanza sconosciuto a me, imbattendomi casualmente (se si crede al caso) in Freya Stark.

una donna straordinaria. vissuta tra la fine dell’ottocento e la fine del novecento, che viaggiò in terre poco note e lasciò importantissime testimonianze dei suoi pellegrinaggi. si interessò di cartografia e di archeologia.
scriveva e documentava tutti i suoi viaggi con disegni dettagliati, parole ricche di particolari, mappe innovative. camminava. guardava e osservava. e molto spesso capiva. comprendeva molto profondamente i luoghi che visitava. entrava nella cultura e nel pensiero autoctono con grande apertura e libertà e accoglienza. la stessa che trovava lei in ogni suo incontro.
perché il fine supremo dei continui viaggi di Freya era proprio “l’incontro con il meglio della natura umana”.

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la sua sete di umanità, intesa come ricchezza nello scambio, è un messaggio che condivido pienamente, che mi porto nella borsa tutti i giorni, e che cerco di avere davanti agli occhi in tutti i momenti della quotidianità, senza dover per forza aspettare un viaggio o un incontro con individui lontani dal mio mondo.
considero il viaggio come un’immagine, un’allegoria, una metafora della capacità di affrontare le stesse sfide con occhi e cuore e mani sempre nuovi. in un’ottica di condivisione e amore.

«Se mi si chiedesse di elencare i piaceri del viaggio, direi che questo è uno dei più importanti: che così spesso ed inaspettatamente si incontra il meglio della natura umana, e vederlo così, di sorpresa e spesso in situazioni talmente improbabili, si arriva, con un piacevole senso di gratitudine, a realizzare quanto ampiamente siano sparse nel mondo la bontà e la cortesia e l’amore per le cose immateriali, che fioriscono in ogni clima, su qualsiasi terreno.»

 

 

2 pensieri riguardo “Freya Madeleine Stark

  1. È proprio vero.Così come non è da considerarsi viaggio uno spostamento che non preveda l’incontro,lo scambio,la condivisione con le persone del luogo,allo stesso modo può considerarsi viaggio una vita stanziale in cui si dia spazio al meglio che l’umanità possa offrire.

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  2. “In un’ ottica di condivisione”
    La condivisione è una cosa fondamentale. Se non condividi una cosa con qualcuno è come se non l’hai vissuta. Un piacere, una cosa bellissima, se la
    vivo da solo … non è abbastanza, anzi, quasi non è …

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